Nel Porto di Civitavecchia è attivo il Comitato di Igiene e Sicurezza del Lavoro composto oltre che dall’Autorità Portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, dai Rappresentanti della ASL locale, dei datori di lavoro e dei lavoratori in base alla composizione disposta dall’art.7 del D.Lgs. 27.07.1999, n° 272. Il Comitato di cui è Presidente l’On. Dott.Fabio Ciani, istituito ai sensi del predetto art.7 del Dlgs 272/99, provvede alla “formulazione di proposte in ordine alle misure di prevenzione e tutela per la sicurezza ed igiene del lavoro” il tutto nella convinzione che l’esatta definizione delle procedure da utilizzare per l’espletamento dei lavori in ambito portuale possa determinare l’innalzamento degli standard di sicurezza.
Nel corso dell’anno 2009, il Comitato ha dato vita ad una serie di incontri con i rappresentanti dell’ASL Rmf, con i rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori con la finalità di predisporre linee guida d’ausilio ai datori di lavoro al momento della valutazione delle procedure di sicurezza aziendali, nel pieno rispetto dell’autonomia di impresa.
Per dare maggiore impulso a tale attività, sono stati creati gruppi di lavoro tematici per monitorare ed analizzare le problematiche al riguardo della sicurezza del lavoro, il cui lavoro è stato reso più efficace dalla conoscenza delle modalità di attuazione delle principali attività che si svolgono in ambito portuale: movimentazione delle merci alla rinfusa , traffico crocieristico, movimentazione dei containers e transito passeggeri/movimentazione gommati.
Il lavoro di detti gruppi, è stato improntato al confronto continuo tra i loro componenti, frutto dell’esperienza acquisita nei diversi ambiti lavorativi in questione ed alla raccolta di dati statistici e non relativi alle tematiche in analisi (entità dei traffici dei diversi settori portuali, numero delle Imprese impegnate, numero dei lavoratori addetti, mezzi utilizzati, luoghi ove vengono effettuate le operazioni, viabilità, sovrapposizioni di lavorazioni, incidentalità, malattie professionali, tipologia di eventuali prescrizioni impartite dagli Organi di vigilanza, pubblicazioni di interesse, normativa di riferimento ecc.) e poi alla valutazione dei diversi fattori di rischio: infortunistico, chimico, fisico, biologico e trasversale (ergonomico, psicosociale ed organizzativo, ivi comprese le interferenze).
Nell’ottica di imprimere un’accelerazione al lavoro svolto dal Comitato di Igiene e Sicurezza del Porto di Civitavecchia, in relazione allo sviluppo dinamico dello scalo che varia in relazione alle fasi fisiologiche legate all’andamento del mercato ed alla coesistenza quindi di molteplici attività lavorative, l’Autorità Portuale ha operato per il coinvolgimento dell’Istituto Nazionale Infortuni sul Lavoro, che nell’ambito della propria attività istituzionale ha fornito il proprio immediato fondamentale contributo articolatosi con una serie di incontri/confronto con l’Autorità Portuale, con i Datori di Lavoro, con i lavoratori e con i Sindacati che li rappresentano. Da questi sono emerse le prime importanti indicazioni per lo studio delle esigenze al riguardo della sicurezza nelle lavorazioni portuali che verranno utilizzate per dare ulteriore impulso alla strada intrapresa dall’Autorità Portuale finalizzata allo sviluppo del Porto, alla ulteriore crescita dell’Imprese e quindi dell’occupazione ed a fornire sempre maggiori occasioni di lavoro a beneficio del territorio senza prescindere dalla Sicurezza del lavoro.